... ma se invece credi, soffermati e leggi.

 


Ricerca nel sito

Home
Palchetti?

Novità
Fotopalchetti
Conte di piombo
Lapis
Canzone italiana
Tango
Tanguitos

Tangazo
Cambalache
Malena tango
Carta abierta
Licciardi

Cyberhe@d 2010
Barocco minimo
Ascolta il tango
L'arsÚne

Visitate l'archivio del sito.

 

Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Settembre>> 1
Martedì, 30 Settembre 2003

La copertina americana del romanzo di Coupland.La sostanziale aporia che lacera dolorosamente il cuore della società occidentale contemporanea è sottolineata magistralmente da Douglas Coupland nel suo ultimo romanzo Hey Nostradamus!, in cui lo scrittore canadese, a mio parere tra i maggiori della letteratura nordamericana dell'ultimo ventennio, continua la propria inquietante meditazione sul tema del disorientamento esistenziale contemporaneo. La trama del romanzo è incentrata sulle conseguenze, nel corso dei decenni successivi, di un terribile fatto di sangue accaduto alla fine degli anni ottanta in una scuola superiore di Vancouver: la strage di un gruppo di studenti causata, senza apparente motivo, da tre coetanei che irrompono armati nella mensa del campus. L'ottima ricostruzione della tragedia attraverso la tecnica del flashback e l'analisi puntigliosa dei riflessi psicologici nelle menti dei personaggi coinvolti contribuiscono al senso complessivo e altamente inquietante del romanzo; le lontane radici del quale risalgono ad opere giustamente famose ed emblematiche, scritte da Coupland agli inizi e alla metà degli anni novanta, quali Generation X e Microserfs. In esse infatti già si coglie con chiarezza lampante lo sconcerto di fondo dell'autore nei confronti di un mondo ormai svuotato di significati e di valori autentici. In Hey Nostradamus! tutto appare ruotare attorno ad un semplice quanto geniale e intraducibile gioco verbale in inglese: God is nowhere / God is now here. In queste parole, scritte inconsapevolmente da una delle vittime della strage poco prima di essere uccisa, si riassume con sintesi sconcertante il senso del romanzo, e forse anche il nonsenso del mondo in cui tutti noi viviamo. Ciò che sempre mi ha colpito nel linguaggio di Douglas Coupland è l'intrecciarsi quasi ossimorico di innocenza e di consapevolezza, di luce e di ombra, di speranza e di disperazione, in una sintesi insolita che finisce per avvincere ineluttabilmente il cuore del lettore e per coinvolgerlo in un universo i cui significanti si incrociano spesso ambiguamente coi significati smorti della postmodernità.

Uno dei molti pregi di Coupland è di riuscire talvolta in poche parole ad esprimere, come nelle seguenti righe (qui proposte nel testo originale), la bizzarra commistione di casualità apparente e di significato simbolico che pare caratterizzare misteriosamente l'esistenza dell'uomo.

In homeroom I sat at my desk and wrote over and over on my pale blue binder the words god is nowhere/ god is now here/ god is nowhere/ god is now here. When this binder with these words was found, caked in my evaporating blood, people made a big fuss about it, and when my body is shortly lowered down into the planet, these same words will be felt-penned all over the surface of my white coffin. But all I was doing was trying to clear out my head and think of nothing, to generate enough silence to make time stand still.

Douglas Coupland, Hey Nostradamus!, Chapter I.

Giovedì, 18 Settembre 2003

Fabian e Maria Filali.Come una folgore a ciel sereno, la notizia della scomparsa in tragiche circostanze del mimo argentino e ballerino Fabio Alejandro Hojman (in arte Fabian), ben noto a tutti gli appassionati di tango della nostra città, ha sconvolto la comunità tanguera patavina. Schiantarsi sul selciato di piazza San Marco a Venezia dopo un volo ad angelo di ottanta metri dall'alto del campanile forse più famoso del mondo compendia in modo quasi rituale un'esistenza forse troppo sofferta. Un senso di tristezza immensa ha avvolto un po' tutti, come sempre in fondo avviene quando la consapevolezza della fragilità e della labilità della vita affiora dolorosamente alla superficie della nostra coscienza. Non avevo mai avuto occasione di parlare con Fabian, ma l'avevo visto ballare innumerevoli volte al caffè Pedrocchi e nelle varie milonghe cittadine, ammirandone l'estro talvolta bizzarro e il notevole talento. In particolare, lo ricordo ballare la sera dell'Epifania di quest'anno, quando, strana anticipazione del suo tragico destino, era sceso in pista indossando la maschera della morte. In lui lo stile del mimo e quello del maestro di tango si mescolavano in una combinazione rara e forse irripetibile nel suoAscolta il tango. genere. Quella sera, ricordo assai bene, Fabian danzò un famoso motivo strumentale intitolato La rayuela (che in spagnolo significa 'il gioco del mondo'), un brano che ho sempre amato e che non credo riuscirò più ad ascoltare senza ripensare a lui. Desidero offrire ai miei lettori l'ascolto di questo motivo, dedicandolo come memoria personale a un artista che si sentiva incompreso e che amava profondamente il tango. Quella persona non è più tra noi. Addio Fabian. Non ti dimenticheremo.

Chi desiderasse vedere delle immagini di Fabian e leggere qualcosa di più specifico su di lui può visitare il sito http://fabian.hojman.free.fr/

Scrivetemi

© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2003
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Donde mejor canta un pájaro es en su árbol".
Jean Cocteau.

Settembre 2003
Dom
Lun
Mart
Merc
Gio
Ven
Sab
1
2
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.