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La
sostanziale aporia che lacera dolorosamente il cuore della
società occidentale contemporanea è sottolineata
magistralmente da Douglas Coupland nel suo ultimo romanzo
Hey Nostradamus!, in cui lo
scrittore canadese, a mio parere tra i maggiori della letteratura
nordamericana dell'ultimo ventennio, continua la propria
inquietante meditazione sul tema del disorientamento esistenziale
contemporaneo. La trama del romanzo è incentrata
sulle conseguenze, nel corso dei decenni successivi, di
un terribile fatto di sangue accaduto alla fine degli anni
ottanta in una scuola superiore di Vancouver: la strage
di un gruppo di studenti causata, senza apparente motivo,
da tre coetanei che irrompono armati nella mensa del campus.
L'ottima ricostruzione della tragedia attraverso la tecnica
del flashback e l'analisi puntigliosa dei riflessi psicologici
nelle menti dei personaggi coinvolti contribuiscono al senso
complessivo e altamente inquietante del romanzo; le lontane
radici del quale risalgono ad opere giustamente famose ed
emblematiche, scritte da Coupland agli inizi e alla metà
degli anni novanta, quali Generation X e Microserfs.
In esse infatti già si coglie con chiarezza lampante
lo sconcerto di fondo dell'autore nei confronti di un mondo
ormai svuotato di significati e di valori autentici. In
Hey Nostradamus! tutto appare ruotare attorno ad
un semplice quanto geniale e intraducibile gioco verbale
in inglese: God is nowhere
/ God is now here. In queste
parole, scritte inconsapevolmente da una delle vittime della
strage poco prima di essere uccisa, si riassume con sintesi
sconcertante il senso del romanzo, e forse anche il nonsenso
del mondo in cui tutti noi viviamo. Ciò che sempre
mi ha colpito nel linguaggio di Douglas Coupland è
l'intrecciarsi quasi ossimorico di innocenza e di consapevolezza,
di luce e di ombra, di speranza e di disperazione, in una
sintesi insolita che finisce per avvincere ineluttabilmente
il cuore del lettore e per coinvolgerlo in un universo i
cui significanti si incrociano spesso ambiguamente coi significati
smorti della postmodernità.
Uno dei molti pregi di Coupland è di riuscire talvolta
in poche parole ad esprimere, come nelle seguenti righe
(qui proposte nel testo originale), la bizzarra commistione
di casualità apparente e di significato simbolico
che pare caratterizzare misteriosamente l'esistenza dell'uomo.
In homeroom I sat at
my desk and wrote over and over on my pale blue binder
the words god is nowhere/ god is now here/ god is
nowhere/ god is now here. When this binder with these
words was found, caked in my evaporating blood, people
made a big fuss about it, and when my body is shortly
lowered down into the planet, these same words will
be felt-penned all over the surface of my white coffin.
But all I was doing was trying to clear out my head
and think of nothing, to generate enough silence to
make time stand still.
Douglas Coupland, Hey Nostradamus!,
Chapter I.
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