¶ Ogni singolo giorno in cui mi viene donato un nuovo tango è per me speciale. Mi sarebbe assai arduo spiegare il perché del mio amore incondizionato e senza confini per l'Argentina e per ciò che questa nazione a la sua musica significano per me. Io stesso non posso comprenderlo alla luce smorta della ragione. Tutto ciò che posso dire è che quando ascolto il tango ripercorro magicamente, con gli stessi passi di allora, le strade e i quartieri della mia fanciullezza e della prima gioventù; luoghi spesso ormai sottrattimi dal trascorrere degli anni e dalla follia innovatrice e morta dell'uomo. La realtà è che quei tempi ancora rivivono in me nelle parole e nel ritmo del tango. Non rivivono, si badi bene, nella memoria, ma proprio qui accanto a me, in un qui eterno che mai le parole potrebbero spiegare, poiché in quegli istanti posso rivedere fisicamente i miei genitori e le persone scomparse, posso toccarli e parlare magicamente con loro, posso abbracciarli come mai ebbi il coraggio di fare quando erano vivi, e posso finalmente piangere con loro. Quando vado a ballare in realtà ballo con i passi di allora e rivedo quelle persone intorno a me. Il tango non è una danza, come i più ritengono: è una passione. Lo esprime alla perfezione e con semplici parole Carlos Furman, un milonguero e maestro argentino:
“Bailar el tango es dibujar en el piso lo que sentís.
Después, hay figuras que pueden salir mejor o peor, más o menos prolijas. Pero el baile de tango no tiene que ser perfecto. El mejor tango proviene de la improvisación.
El tango no es una danza. El tango es una pasión.” |
Ecco l'indomito cuore argentino, il medesimo che batte dentro di me. Ieri mi sono giunte, come una brezza eterna, la musica ammaliante e le parole di un vecchio tango, che per me era nuovo: Fue mi salvación, di cui presento oggi ai miei lettori un video nel quale questo tango viene danzato con grande stile e mucho corazón da Fabián Peralta e Virginia Pandolfi. ( >> continua )
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