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Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Ottobre >> settembre
Sabato, 20 ottobre 2007

Francis Andreu, nuova musa del tango contemporaneo.Esiste all'interno della letteratura del tango, perché tale invero considero lo sterminato repertorio poetico del genere, una fitta rete di innumerevoli rimandi e collegamenti tematici; per cui è agevole e sommamente istruttivo intraprendere itinerari e peregrinazioni attraverso questo vasto pelago del sentimento, avventurandosi ogni volta oltre, alla ricerca d'una qualche meta, la quale in fondo sempre ci elude. Una canzone che indubbiamente abbonda di tali rimandi è Garganta con arena. La propongo qui ai miei lettori in video con il testo a seguito nella recente versione di Francis Andreu, una giovane e a mio parere straordinaria cantante uruguayana, la cui voce ricorda assai da vicino nei suoi incredibili toni rochi e fumosi quella della grande Adriana Varela. Tutta la possanza del cantar porteño affiora nel timbro accorato e quebrado di questa novella interprete, che rievoca nella canzone personaggi mitici del tango quali il bandoneonista Rubén Juarez, il grande cantore el "Polaco" Goyeneche, il compositore Anibal Trolio e l'infelice Malena, che canta il tango con voce d'ombra e la cui infelicità ricama con la sua perenne presenza l'immaginario collettivo del tango. Ascoltiamo quindi con attenzione queste cadenze e queste parole, sostenute da una voce davvero suggestiva e da un afflato poetico che non perdona.

Garganta con arena

Ya ves,
el día no amanece,
"Polaco" Goyeneche,
cantame un tango más.
 
Ya vez,
la noche se hace larga,
tu vida tiene un karma,
cantar, siempre cantar.
 
Tu voz,
que al tango lo emociona,
diciendo el punto y coma
que nadie le cantó.
 
Tu voz,
con duendes y fantasmas,
respira con el asma
de un viejo bandoneón.
 
Canta,
garganta con arena,
tu voz tiene la pena
que Malena no cantó.
 
Canta,
que Juarez te condena
al lastimar tu pena,
con su blanco bandoneón.
 
Canta,
la gente está aplaudiendo,
aunque te estes muriendo
no conocen tu dolor.
 
Canta,
que Troilo desde el cielo,
debajo de tu almohada,
un verso te dejó.
 
Cantor, de un tango algo insolente,
hiciste que a la gente le duela tu dolor.
Cantor, de un tango equilibrista,
más que cantor  artista,
con vicios de cantor.
 
Ya ves, a mi y a Buenos Aires,
nos falta siempre el aire
cuando no esta tu voz,
a vos, que tanto me enseñaste,
el día que cantaste conmigo una canción.
 
Canta,
garganta con arena,
tu voz tiene la pena
que Malena no cantó.  
Canta,
que Troilo desde el cielo,
debajo de tu almohada,
un verso te dejó.

Musica: Cacho Castaña; testo: Cacho Castaña.

Giovedì, 4 ottobre 2007

Le Nuove avventure di Sussi e BiribissiVi sono letture e immagini d'infanzia destinate a rimanere misteriosamente impresse. A Sussi e Biribissi confesso che devo parecchie ore di felice svago quando ero fanciullo, un debito di riconoscenza niente affatto meschino a mio parere. Sono lieto che Salani abbia recentemente ripubblicato il testo delle loro avventure, quello del 1902, ma il libro cui faccio riferimento è quello posteriore, intitolato Le nuove avventure di Sussi e Biribissi, ripubblicato, con le belle illustrazioni originali, nel lontano 1956 dal medesimo editore, e di cui si può vedere riprodotta la variopinta copertina originale a fianco. L'allampanato Biribissi, in fosca toga seriosa e ingallonata di medaglie, fa roteare il pendolino rabdomantico accanto al tondo Sussi in calzoncini turchesi, che ne osserva quasi ipnotizzato le giravolte regolari. Sulla copertina di retro l'adirato fattore Maso Buoso, in arte Patacca, impreca correndo loro minacciosamente incontro, con le sue due scimmiacce dispettose, Moki e Flock, che sguazzano al seguito nel fango (non si tralasci di notare l'uso arguto dei nomi burleschi in riferimento alle intrattabili bestiacce). Erano storie inebrianti d'altri tempi, che Collodi Nipote (Paolo Lorenzini) seppe magistralmente intessere a edificazione di gioventù più umili e innocenti. Si tratta di un libro ormai quasi introvabile, che ancora gelosamente custodisco, con la dedica originale di chi me lo regalò. Talvolta ne rileggo volentieri dei tratti, a memoria allegra di quei tempi più semplici, in cui ci si accontentava di poco, purché fosse elegante anziché volgare.

Scrivetemi

© Copyright 2001/07 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2007
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Caritas major omnium ". San Tommaso d'Aquino.

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Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.