|
|
Novembre (II parte) >>
1 |
|
Mercoledì,
27 Novembre 2002 |
|
¶
Parigi è una città bellissima, ma, quando
cade la neve d'inverno e si è molto lontani da casa,
come non sentirsi stringere il cuore? In Anclao
en París, un celebre tango degli anni '30,
il cantore, un argentino esiliato nella capitale francese
ormai da troppi anni, non può fare a meno di pensare
al suo 'lejano Buenos Aires'. Il ricordo lo trafigge come
la lama affilata d'un pugnale mentre dalla finestra sul
boulevard osserva le luci, che, simili a pupille rossastre,
paiono agonizzare nel freddo invernale. L'interpretazione
del mitico Carlos Gardel, che potete ascoltare a seguito,
ci ridona per alcuni istanti l'atmosfera magica delle milongas
bonaerensi dei primi decenni del secolo. "Forse una
notte la morte mi sorprenderà e, allora, ciao Buenos
Aires, mai più ti rivedrò", conclude
malinconicamente il cantore, che nel profondo del proprio
cuore, tuttavia, assapora il dono dolceamaro della rievocazione
che gli turba segretamente il ricordo. In fondo, la vita
è un pò così: non si possiede veramente
che ciò che si è perso, e che si desidera
con l'intensità struggente della nostalgia.
| Anclao
en París
Tirao por la vida de errante bohemio
estoy, Buenos Aires, anclao en París.
Cubierto de males, bandeado de apremio,
te evoco desde este lejano país.
Contemplo la nieve que cae blandamente
desde mi ventana, que da al bulevar
las luces rojizas, con tono muriente,
parecen pupilas de extraño mirar.
Lejano Buenos Aires ¡qué
lindo que has de estar!
Ya van para diez años que me viste zarpar...
Aquí, en este Montmartre, fobourg sentimental,
yo siento que el recuerdo me clava su puñal.
¡Cómo habrá cambiado
tu calle Corrientes..!
¡Suipacha, Esmeralda, tu mismo arrabal..!
Alguien me ha contado que estás floreciente
y un juego de calles se da en diagonal...
¡No sabes las ganas que tengo de verte!
Aquí estoy varado, sin plata y sin fe...
¡Quién sabe una noche me encane la muerte
y, chau Buenos Aires, no te vuelva a ver!
Testo e musica: Guillermo
Barbieri e Enrico Cadicamo |
|
|
Domenica,
24 Novembre 2002 |
|
¶ Talvolta
ho l'impressione che la gente non si renda ben conto della
portata, a mio parere incalcolabile e invero sconvolgente,
della 'rivoluzione digitale',
quantomeno per quel che riguarda le conseguenze che essa
comporta a livello epistemologico e di riorganizzazione
della conoscenza. Molti considerano il computer come un
semplice strumento di rielaborazine dei dati e di comunicazione
spicciola; lo vedono, in altre parole, all'ombra delle tecnologie
precedenti, senza forse coglierne il carattere d'importanza
epocale e l'azione dirompente che esso esercita nei confronti
dell'ordine tradizionale del pensiero, provocando nell'inconscio
accelerazioni inconsulte e angosce imprevedibili.
Vi è mai venuta la tentazione di dire, o forse soltanto
di pensare: "Come si stava bene prima del computer
- nell'epoca, non vorrei apparire irriverente, 'avanti Microsoft'?
Prima, in altre parole che il PC 'si bevesse' il cervello
di tanti giovani, e di altrettanti adulti? Nonostante io
ami l'informatica, confesso di averlo pensato più
di una volta, e sono certo di non essere l'unico.
¶ A seguito del passaggio di Palchetti patavini
da un sistema di navigazione a frames a uno a pagine singole
sto gradualmente risistemando l'archivio. Ho iniziato dalle
pagine più indietro nel tempo, aggiornandone la formattazione,
non sempre con risultati purtroppo ottimali, e inserendole
nella nuova cornice mobile unificata. Mi scuso, pertanto,
per gli inconvenienti che ciò potrebbe arrecare per
un certo periodo.
|
|
|
|
¶ Le
illustrazioni di Sergio Tofano,
famoso tra l'altro per i suoi bellissimi fumetti nelle edizioni
del Corriere dei Piccoli, riassumono lo spirito
intramontabile di un'epoca ormai da lungo tempo trascorsa.
La grazia del suo tratto e la grafica sempre sobria ed elegante
ne distinguono immancabilmente lo stile, davvero impareggiabile.
Peccato che oggi si debba faticare assai per ritrovare queste
celebri illustrazioni in pubblicazione. Tofano nacque nel
1886 ed esordì negli anni '20 come illustratore e
scrittore per il Giornalino della Domenica di Vamba
e come attore nella compagnia di Ermete Novelli. Nel 1965
egli pubblicò il libro Il teatro all'antica italiana,
che raccoglie i ricordi teatrali di una vita intera.
¶ Palchetti patavini cambia nuovamente
aspetto. I frames di navigazione in alto e a sinistra sono
stati eliminati a causa degli innumerevoli problemi tecnici
che essi provocavano. Mi auguro che le modifiche apportate
possano essere gradite ai lettori. Fatemi sapere se vi sono
problemi di visualizzazione.
¶ Ho aggiunto una nuova pagina sul
tango (Tangazo), un pò
diversa dalle precedenti. Spero che possa piacere: la pagina
è anche collegata nella barra di navigazione a sinistra.
Riassume un pò uno dei molteplici aspetti del tango,
e cercherò di svilupparla ulteriormente in futuro.
>>
vedi
|
|
Scrivetemi |
|
|
© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2002 "Initium sapientiae
timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10. |
|
|
| Motto del mese:
"Che cos'è vita eterna se non questo accettare l'istante
che viene e l'istante che va?" Cesare Pavese, L'isola,
Dialoghi con Leucò. |
Novembre 2002 |
|
Dom |
Lun |
Mart |
Merc |
Gio |
Ven |
Sab |
| |
|
|
|
|
1 |
2 |
|
3
|
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9
|
|
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
|
17 |
18
|
19 |
20 |
21 |
22 |
23
|
|
24
|
25 |
26 |
|
28 |
29 |
30 |
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|