... ma se invece credi, soffermati e leggi.

 


Ricerca nel sito

Home
Palchetti?

Novità
Fotopalchetti
Conte di piombo
Lapis
Canzone italiana
Tango
Tanguitos

Tangazo
Cambalache
Malena tango
Carta abierta
Licciardi

Cyberhe@d 2010
Barocco minimo
Ascolta il tango
L'arséne

Visitate l'archivio del sito.

 

Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Usate il calendario a destra per navigare nelle pagine del mese.
Motto del mese: "O theoì: theòs gàr kai tò gignòskein phìlous. (O dèi: è dio riconoscere gli amati)". Euripide, Elena.

Marzo 2002
Dom
Lun
Mart
Merc
Gio
Ven
Sab
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28

30

31
Marzo (II parte)>> Marzo: 1
Venerdì, 29 Marzo 2002
  • Mark Kostabi: Pandering to Feminism. Il terrore postmoderno della dislocazione Ci divora quotidianamente una sete di immagini contro cui la mente non può opporre baluardo alcuno: le immagini come forma di cannibalismo mediatico dell'essere, ovvero l'ultimo stadio dell'assuefazione alla narcosi virtuale della propaganda: il potere e il terrore delle immagini al giorno d'oggi sono davvero incalcolabili, e dominano in modo subliminale la mente dell'uomo, senza che questi, nella maggior parte dei casi, si avveda del modo in cui, fin da fanciullo, la propria coscienza sia agevole terra di conquista per le miriadi di raffigurazioni che si imprimono quotidianamente in essa. Stritolati dallo strapotere dei media e del consumismo globale, subiamo senza soluzione di continuità l'assalto incessante delle immagini, che ad una ad una si depositano, come scorie radioattive, negli strati più profondi della nostra psiche, contaminandone in modo irrimediabile l'integrità. L'appiattimento generale delle coscienze cui si assiste, con un senso quasi di inevitabilità, è la conseguenza palese di una convergenza dei mezzi mediatici sulla mente dell'uomo, assediata ormai da ogni lato da una pluralità sconcertante di messaggi e di immagini, controllati dagli stregoni contemporanei della comunicazione, che fanno assopire la nostra capacità discriminante fino ad annullarla. Assuefatti alle immagini non riusciamo più a rinunciarvi e finiamo per divenirne schiavi, quasi esse fossero una droga che scorre incessantemente nelle vene del nostro io.
  • Pasqua è per me il giro di boa dell'anno, il momento di transizione tra l'oscurità e la luce. Il cielo diventa più limpido e le rondini tornano a volare nella profondità della sera. Risorge l'anno e risorgono lievi le promesse.
  • L'ermetismo della poesia di Mario Luzi ci richiama costantemente alla necessità dell'agone irrisolvibile tra le parole e la realtà enigmatica che esse tentano di decifrare. Tutto è labile, e l'incanto della vita è sempre oscuro e talvolta doloroso. Al termine la fragile identità dell'uomo si estingue e rimangono soltanto gli echi e le figure.

LABILITÀ


Propiziata da oscuri incanti e troppo
dolore, mi venivi incontro, uscivi
rapida dalla vista fra le piante
nebbiose della sera.
Un lampo, quasi un'alba sempre attesa.
Poi restava la luce
della tristezza, io solo e la città
con le nubi ancorate agli acroteri,
le orifiamme sopite dentro il cielo.
E con l'intensa opacità d'un suono,
d'una serpe di suoni fruscianti
e morti un io deciso s'estingueva
in echi innumerevoli, in figure.

Lunedì, 25 Marzo 2002
  • San BenedettoNella tradizione occidentale antica l'ideale maschile era simboleggiato nelle figure all'apparenza contrastanti del guerriero e dell'asceta, totalmente disconosciute nel mondo occidentale dopo il tramonto del medioevo. Il guerriero persegue la purificazione spirituale attraverso l'azione e l'asceta attraverso la contemplazione. La rivoluzione industriale segna il definitivo trionfo sociale ed economico del ceto borghese e il conseguente prevalere del materialismo, con i suoi ben noti antivalori. Nella figura di san Benedetto l'ascetismo occidentale vive uno dei suoi apici storici, sebbene nell'ordine monastico da lui creato già prevalgano spinte ideologiche centrifughe rispetto all'ideale puro delle origini. Bisogna risalire ben oltre la corrente storica dei secoli per ritrovare l'anelito ascetico incontaminato dalle tendenze nuove. Non credo vi sia più spazio, se non in casi rarissimi , per l'ascetismo autentico in un'epoca come la nostra, tormentata da un'eccessiva consapevolezza dell'io.
  • Che cosa può essere più amaro del rimpiangere, al termine dei propri giorni, ciò che si vorrebbe aver fatto, ma che la pigrizia o l'inettitudine o altri motivi ancora ci impedirono di compiere. J. L. Borges, con la sua consueta ironia, esprime tali sentimenti di rimpianto in questa malinconica poesia, che, pur non essendo tra le migliori del poeta, riflette tuttavia chiaramente il suo stato d'animo nel periodo ultimo della sua vita:

Instantes

Si pudiera vivir nuevamente mi vida.
En la próxima trataría de cometer más errores.
No intentaría ser tan perfecto, me relajaría más.
Sería más tonto de lo que he sido,
de hecho tomaría muy pocas cosas con seriedad.
Sería menos higiénico.

Correría más riesgos,
haría más viajes,
contemplaría más atardeceres,
subiría más montañas,
nadaría más ríos

Iría a más lugares adonde nunca he ido,
comería más helados y menos habas,
tendría más problemas reales y menos imaginarios.

Yo fuí una de esas personas que vivió sensata
y prolíficamente cada minuto de su vida;
claro que tuve momentos de alegría.

Pero si pudiera volver atrás trataría
de tener solamente buenos momentos.
Por si no lo saben, de eso está hecha la vida,
sólo de momentos; no te pierdas el ahora.

Yo era uno de esos que nunca
iban a ninguna parte sin un termómetro,
una bolsa de agua caliente,
un paraguas y un paracaídas;
si pudiera volver a vivir, viajaría más liviano.

Si pudiera volver a vivir
comenzaría a andar descalzo a principios
de la primavera
y seguiría descalzo hasta concluir el otoño.

Daría más vueltas en calesita,
contemplaría más amaneceres,
y jugaría con más niños,
si tuviera otra vez la vida por delante.

Pero ya ven, tengo 85 años y sé que me estoy muriendo.

Venerdì, 22 Marzo 2002
  • La gioia inenarrabile di un giro in mongolfiera.Il fascino senza tempo della mongolfiera: vorrei che Palchetti patavini potesse offrire ai lettori una sorta di metaforico giro in mongolfiera per i cieli della città, e del mondo. Dall'alto è più facile scrutare nei meandri della vita quotidiana e cogliere situazioni che altrimenti potrebbero facilmente sfuggire allo sguardo. Di tanto in tanto, quindi, balzo a bordo e intraprendo un giretto per i cieli sgombri di ozono, e ogni volta mi pare di intravedere dall'alto qualcosa di nuovo, che magari prima non avevo notato. Chi capisce qualcosa in questo mondo balzano dei giorni nostri è davvero in gamba. Però si sa: se si possiede una mongolfiera, e non ci si deve fermare a ogni incrocio, è più facile raccapezzarsi e forse, chissà, trovare una rotta tra gli ostacoli ingombranti di una cultura, ahimè, in frammenti. Devono essere le onde magnetiche dei cellulari, diceva giorni fa un passante, ad avere sconvolto senza rimedio i cervelli di alcuni. Beh, lasciatemi dire che quassù, in mongolfiera, pare quasi si percepiscano meno, queste onde malefiche e apportatrici di banalità, che tanto paiono tormentare l'equilibrio eterico del nostro tempo.

L'angolo del camaleonte # 4

Il mitico camaleonte: love me or leave me.Pensieri bizzarri, ma carini di una corrispondente molto speciale :

  • oramai ci siamo e il grande giorno è arrivato:oggi è il 21 di marzo, ovvero il primo di giorno di primavera! e domenica si sono fatte anche vedere le prime rondini, davvero ottime notizie.
    Amo il volo vertiginoso delle rondini.
  • Comunque deve essere davvero sublime riuscire a mantenere viva l'atmosfera di un sogno, magari anche molto bello, pur essendo in parte consapevoli che lo si sta non solo vivendo, ma anche guardando dall'esterno.
    E' proprio così, anche se vi sono risvolti tecnici di non facile applicazione.
  • " I want to disappear inside a dream, but never want to wake, wake up." Canzone irlandese. ¶ Gli irlandesi lo dicono sempre meglio, non è vero?
  • Qual è il rapporto tra la distanza e l'oro? Ce lo spiega in poche parole, e con la sua consueta insuperata maestria, Cristina Campo.

... la distanza mette a fuoco i profili, fa posare la polvere d'oro.

Cristina Campo, Lettere a un amico lontano.

Domenica, 17 Marzo 2002
  • Le pitture rupestri della Patagonia.La fotografia a lato è del grande viaggiatore inglese Bruce Chatwin e raffigura le pitture rupestri in una caverna preistorica lungo il Rio de las pinturas in Patagonia. Vi è qualcosa nelle raffigurazioni primitive che, inspiegabilmente, almeno all'apparenza, sembra sollecitare in noi un sentimento strano, e spesso inquietante, di reminiscenza, quasi che le immagini attingessero a una vena profonda e nescosta del nostro essere, fino a farne scaturire una sorgente la cui esistenza avevamo forse rimosso dalla nostra coscienza. T.S. Eliot ha sottolineato la natura antiprogressiva dell'arte, il cui valore attraverso i secoli e i millenni rimane intatto, in una dimensione incontaminata dal tempo. E' tale atemporalità che esalta la natura dell'arte fino a renderla metafisicamente pura e scevra da ogni grossolanità cronologica che tenti di intaccarne l'essenza. Le mani nell'immagine si dischiudono a noi oltre il velo intransitabile del tempo, ridestandoci alla necessità d'una fuga dall'antro oscuro del torpore esistenziale. Impronte ieratiche d'un passato che in realtà sopravvive misteriosamente tra noi, esse ci richiamano di continuo al confronto con il lato nascosto del nostro essere, quello, per intenderci, che riaffiora ogni notte nella dimensione inaccessibile dei sogni.

  • Le parole trasformano, magicamente, la vita dell'uomo:

Ma sappiate che la poesia si trova ovunque non è il sorriso, stupidamente beffardo, dell'uomo dall'aspetto d'anatra.

Lautréamont, Chants de Maldoror (VI)

Le ciel et la terre et les iles
Tout est fait de mon exil.

Raissa Maritain, Au Creux de Rocher, Colonnes

Si tratta soltanto di rendere all'uomo tutta la potenza che egli è stato capace di mettere dietro il nome di Dio.

A. Breton, Anthologie de l'Humour Noir

Scrivetemi

© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2002
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.