|
|
|
|
|
| Motto del
mese: "O theoì: theòs gàr kai
tò gignòskein phìlous. (O dèi:
è dio riconoscere gli amati)". Euripide, Elena. |
Marzo 2002 |
|
Dom |
Lun |
Mart |
Merc |
Gio |
Ven |
Sab |
|
|
|
|
|
1 |
2 |
|
3 |
4
|
5 |
6 |
7 |
8 |
9
|
|
10 |
11 |
12 |
13
|
14 |
15 |
16 |
|
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
|
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
| 31 |
|
|
|
|
|
|
| |
| |
|
|
Marzo
(I parte) >>
Febbraio: 1 / 2 |
|
| |
|
Una
delle più suggestive immagini della devozione popolare
che io abbia visto negli ultimi anni è indubbiamente
quella di Maria Bambina
nel Duomo di Portoferraio.
Contenuta in una bacheca di vetro nella fitta penombra di
fondo della chiesa, l'immagine pare essere sopravvissuta miracolosamente
come un oggetto fuori dal tempo. Scrutarne i contorni inconsueti
ci aiuta per un istante a eludere la morsa assillante del
presente e a risalire il fiume del tempo, riconducendoci a
passi veloci verso epoche precedenti e ardue all'immaginazione.
All'esterno della chiesa, nelle serate tiepide e ventose dell'estate
elbana, si celebra la gioia incontenibile della terra mediterranea,
mentre, pochi passi oltre, all'interno del recinto sacro ripullulano
le immagini ingenue ma profondamente vive del passato. Per
un attimo si rimane increduli al cospetto della figura sacra,
timidamente discosta dal centro dell'attenzione e quasi invisibile
allo sguardo del visitatore affrettato. La sagoma dell'infante,
adagiata in una culla sorretta da putti, è delicatamente
avvolta dalle fasce, secondo l'uso desueto dei tempi trascorsi.
Incoronata da un'aureola di stelle e illuminata dal cono di
un raggio celeste, pare scrutarci con gli occhi placidi e
rassicuranti dei sogni. Quale dono migliore in una serata
estiva all'ombra delle fortezze medicee?
- Una selezione di foto di Francesca
Magnani è visibile in un sito americano cliccando
sul link che ho inserito stabilmente a destra sotto il calendario.
- Scrivendo tempo fa a una cara amica
di famiglia, osservavo: "Solo chi ha lo sguardo puro,
il cuore gentile, la grazia nel nome e una voce limpida come
l'acqua di una fonte potrà intendere fino in fondo
la magia di Nane Oca, e forse, aggiungo e spero, svelarcene
i segreti più nascosti".
Che cos'è mai Nane Oca? Si
tratta di una serie di racconti, o fiabe popolari, di ambientazione
patavina e, ahimè, sconosciuti ai più. La
Padova di Giuliano Scàbia
(il nome dell'autore)
, o Pava, come lui la chiama,
è una città segreta e dai mille incanti, la
Padova misteriosa e reale dei nostri sogni e della nostra
fanciullezza, quella che ci è stata impietosamente
sottratta nel corso affannoso degli anni dalla modernità
incalzante, che ogni cosa travolge. Com'è bello abbandonarsi
al piacere languido di questa lettura e lasciarsi trasportare
attraverso lo specchio magico delle sue parole nel paese
eterno delle felicità, ove il tempo edace cessa di
travagliarci con le sua protervia antica e ogni simbolo
arricchisce lo spirito. Tale paese sta eternamente intorno
a noi, dietro le quinte soffocanti della recita quotidiana
e, se solo potessimo scorgerne per un singolo istante i
labili contorni, dileguerebbe ogni pena.
|
|
| |
|
| |
|
| |
|
Uno
dei testi più suggestivi del tango è senza dubbio
Vuelvo al Sur, di Fernando E.
Solanas, per la musica di Astor Piazzolla. L'interpretazione
colma di pathos di Roberto Goyeneche è divenuta un
classico assai noto agli estimatori del repertorio tanguèro.
La musica struggente di Piazzolla fa da degna cornice ad un
testo che stempera in sè le tinte metafisiche più
misteriose e profonde della cultura bonaerense. "Torno
al Sur come si ritorna sempre all'amore", dice la canzone;
e poi ancora: "Sono del Sur come le melodie del bandoneon".
Nel tango incombe sempre il senso ineluttabile del destino,
quella tela sottile della sorte che misteriosamente ci avvolge.
El Sur, come Jorge L. Borges sottolinea, non è soltanto
la vasta zona sud di Buenos Aires:
"Più che una determinata zona
della città, più che la zona delimitata dal
Paseo Colòn e dalle vie Brazil, Victoria, Entre Rios,
è la sostanza originale di cui è fatta Buenos
Aires, la forma universale o idea platonica di Buenos Aires
... . Non c'è un palmo di Buenos Aires che pudicamente,
intimamente, non sia, sub quadam specie aeternitatis,
il Sur." (Prefazione di Borges al libro di A. Rossi,
Buenos Aires en tinta china. ora in Pròlogos, 1975).
VUELVO AL SUR 
Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.
Llevo el Sur,
como un destino del corazón,
soy del Sur,
como los aires del bandoneón.
Sueño el Sur,
inmensa luna, cielo al reves,
busco el Sur,
el tiempo abierto, y su después.
Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.
Te quiero Sur,
Sur, te quiero.
Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.
Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.
Vuelvo al Sur,
llevo el Sur,
te quiero Sur,
te quiero Sur...
Fernando E. Solanas
|
- "Le forme metriche sono il bestiame
degli dèi" (Satapatha Brahmana), ci ricorda Roberto
Calasso nel suo splendido libro La letteratura e gli dèi.
Ma ora che gli dèi sono fuggiti dal mondo, pochissimi
riescono ad intendere questa massima preziosa della saggezza
orientale.
|
|
|
|
Scrivetemi |
|
| |
|
©
Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2002
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110,
10. |
|
|
|
|
|