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Video di tango

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Luglio>> giugno: 1
Lunedì, 26 luglio 2004

Dino Buzzati, Santa ingenuità.Assieme agli auguri di buona estate vorrei proporre ai miei lettori come pegno estivo di meditazione un brevissimo racconto che, per quanto scanzonato e apparentemente semplice, racchiude in sé una grande verità: i giudizi che l'uomo esprime sono sempre inevitabilmente relativi nel proprio valore e pertanto incompleti; e mai si può cogliere attraverso le parole e la ragione il mistero insondabile del vasto universo che ci circonda. Se soltanto ci ricordassimo di ciò, quantri alterchi conflitti ideologici e guerre potremmo risparmiarci; e quanto migliore sarebbe di conseguenza il mondo. L'uomo occidentale ha la pretesa risibile di potere spiegare la realtà per mezzo della sua puerile ragione e il risultato di tale presunzione è l'alienazione dall'ordine superiore della Natura e infine l'insoddisfazione e l'infelicità. Tentare di afferrare le cose attraverso i tentacoli corrotti del nostro povero razionalismo è lo scotto che si deve pagare per avere voluto rinunciare al fiore magico e ormai remoto della visione.

Exu era un gran burlone, amava fare scherzi a tutti e combinare pasticci. Sapendo che esistevano due grandi amici i quali condividevano tutto, si cucì un cappello, da una parte rosso e dall'altra nero e passò tra loro. Accadde l'irreparabile: uno diceva di avere visto un tizio con un cappello nero, l'altro replicava che il cappello era rosso. Iniziò così una discussione. Exu se la spassava a sentirli litigare per una tale sciocchezza, ma il battibecco diventò un vero e proprio litigio che divise per sempre i due amici.
Lunedì, 5 luglio 2004

Los Ocampos: el milagro del tango.La quinta edizione di Padova Tango, il festival estivo patavino organizzato dal Cochabamba 444, è giunta anche quest'anno al termine, proponendo, con sfumature diverse e sempre valide, un repertorio ormai classico per la nostra città, e sotto certi aspetti non inferiore a quello dell'anno precedente ( >> vedi ). Nonostante la mancanza di Gustavo Naveira e di Giselle Anne, che da tempo ormai illuminavano con il proprio talento il festival, non sono mancati infatti spunti di notevole suggestione. "Primero la musica", recita lo slogan della quinta edizione, a sottolineare l'importanza di questo fattore, dopotutto primario e determinante rispetto alla danza fine a se stessa, che da essa deriva. La presenza del veterano musicalizador bonaerense Alfredo Horacio Ashorey e la sua scelta musicale, sempre efficace e a tratti ispirata, ha dato lustro alle serate di ballo di prima estate. Los Hermanos Macanas ancora una volta si sono esibiti con brio e ironia, e Roberto Reis e Lucila Cionci hanno nuovamente riscaldato con il loro passo felino le milongas locali. Ottimo è stato pure l'apporto musicale dei giovani componentì dell'Orquesta Tipica Imperial, un gruppo orchestrale misto di notevole bravura. Un bravo davvero meritato va quindi ancora una volta ad Alberto Muraro, piacevolmente istrionico più che mai nel suo ruolo di presentatore, per avere saputo organizzare nel modo migliore una manifestazione che ormai ha trovato una consacrazione ufficiale e definitiva a Padova e nel Veneto.

Intere civiltà sono state fagocitate e distrutte nel corso del tempo dall'avidità e dalla pazzia senza fine del mondo occidentale, intrinsecamente morto nello spirito e soffocato dal consumismo dalla debolezza morale e dalle parole vane e inconcludenti di cui si crogiuola quotidianamente. Tutto ciò che tale mondo tocca o persino sfiora finisce in breve tempo, come un fiore vizzo, per languire. Anche nel tango parrebbe prevalere una tale infausta tendenza. "Tango negro, tango negro, te fuiste sin avisar, los gringos fueron cambiando tu manera de bailar", canta sconsolato Juan Carlos Cáceres nella suggestiva milonga Tango Negro, che propongo oggi ai miei lettori. Trapiantato dal proprio humus naturale il tango, pur nel logico e necessario processo di rinnovamento al suo interno, rischia di snaturarsi e di assumere connotazioni che gli sono estranee. L'europeo medio (il gringo della milonga di Juan Carlos Cáceres) è competitivo e solitamente rigido nell'approccio alle danze sudamericane. Mancano in lui un po' il sentimento e la creatività necessarie all'interpretazione, e talvolta prevale un accademismo freddo e di maniera, che finisce per svilire il senso autentico della danza. "El rito se fue perdiendo", sottolinea malinconicamente il cantore, rilevando come "mandingas, congos y minas repiten en el compás, los toques de sus abuelos". Quali parole potrebbero esprimere meglio il divario abissale tra il tango delle origini e la pallida imitazione che di esso viene proposta nel vecchio continente?

Ascolta il tango. Tango negro

Tango negro, tango negro,
te fuiste sin avisar,
los gringos fueron cambiando
tu manera de bailar.
Tango negro, tango negro,
el amo se fue por mar,
se acabaron los candombes
en el barrio ‘e Monserrat.

Más tarde fueron saliendo
en comparsas de carnaval
pero el rito se fue perdiendo
al morirse Baltasar.
Mandingas, Congos y Minas
repiten en el compás,
los toques de sus abuelos
borocotó, borocotó, chas, chas.

Borocotó, borocotó borocotó,
borocotó borocotó, borocotó, chas, chas.

Tango negro, tango negro,
la cosa se puso mal,
no hay más gauchos mazorqueros
y Manuelita que ya no está
Tango negro, tango negro,
los tambores no suenan más
los reyes están de luto
ya nadie los va a aclamar

Musica: Juan Carlos Cáceres; testo: Juan Carlos Cáceres.

Scrivetemi

© Copyright 2001/04 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2004
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Les dieux sont dans la métaphore ". R. Char.

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Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.