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Luglio>> Luglio : 1
Sabato, 19 Luglio 2003

Louis Janmot: Cauchemar (l'incubo).Tra tutti i misteri che avvolgono la vita dell'uomo quello realativo alla natura e all'origine dei sogni è indubbiamente uno dei più affascinanti. Molteplici sono state le interpretazioni fornite nel corso dei secoli, ma nessuna di esse forse è risultata pienamente soddisfacente. Anche nell'universo dell'arte figurativa, oltre naturalmente che in quello della letteratura, si trovano moltissime e suggestive raffigurazioni, che sono certo si avvicinano alla realtà del sogno in modo più prossimo e reale di quanto riescano a fare le tante teorie pseudoscientifiche di cui brulica la psicoanalisi. Nell'emblematico quadro intitolato Cauchemar, ovvero l'incubo, (che potete vedere in miniatura qui a fianco), del pittore francese Louis Janmot, è rappresentata la figura lieve e terrorizzante dell'incubo, che, trascinando con sé il corpo inerte di una sognatrice, ne insegue lo spirito (il corpo eterico) lungo i corridoi spogli e inquietanti del vasto palazzo dei sogni. Strani volti marmorei osservano la scena da sotto gli archi delle nicchie sullo sfondo dell'immagine. La leggerezza delle figure dalle lunghe vesti ci trasmette, con incomparabile suggestione, il senso irreale dell'universo onirico di cui l'uomo è inconsciamente prigioniero per buona parte della propria esistenza. In una breve interpretazione alternativa alla mia si leggono le seguenti parole:

Dans Cauchemar, Louis Janmot exprime les peurs du Moi captées à l'état pur, c'est-à-dire dans un rêve, alors que ce n'est pas la réalité extérieure, mais nos dispositions intérieures qui forgent les aventures que nous vivons. Ici, une enfant effrayée, poursuivie par une femme vieille mais encore agile et forte, se précipite vers le vide. Des personnages, dont on ne voit que les têtes, observent la scène en observateurs curieux. Les formes géométriques et froides qui composent le décor achèvent de donner un aspect à la fois figé, insolite et angoissant à la toile.

Les angoisses du moi, http://www.poetes.com

¶ Di Alejandro Jodorowsky ebbi la ventura di vedere moltissimi anni or sono quel discusso capolavoro del cinema underground che si intitola El Topo (forse prima o poi ne parlerò) e che abbonda di simbologia mistica, come tutte le opere dell'artista cileno, che, assieme a Fernando Arrabal e a Roland Topor, fu il fondatore nel 1962 del cosiddetto movimento panico:

jOdOrOwsky y el mOvimientO pánicO (y OtrOs , en adelante)

Alejandro Jodorowsky: actuando en una pantomima , Santiago de Chile, 1950.el señOr jOdOrOwsky que, juntO cOn fernandO arrabal y rOland tOpOr, fundarOn en 1962 el "mOvimientO pánicO" (en alusiÓn al diOs pan), el cual se manifiesta a través de tres elementOs básicOs: terrOr, humOr y simultaneidad.

equivalente a pluralidad-ubicuidad, el mOvimientO pánicO es una intensa búsqueda pOr trascender la sOciedad aristOtélica y dejar un legadO que impulse a la humanidad a una nueva perspectiva. nO recuerdO de dÓnde saqué el textO (sOrry)...delinkiré y se Os será OfrecidO el link...

La danza de la realidad.el pánicO es la crítica de la razÓn pura, es la pandilla sin leyes y sin mandO, es la explOsiÓn de 'pan' (tOdO), es el respetO irrespetuOsO al diOs Pan, es el himnO al talentO... lOcO, es el antimOvimientO, es el rechazO a la 'seriedad', es el cantO a la falta de ambigüedad... Es el arte de vivir (que tiene en cuenta la cOnfusiÓn y el azar), es el principiO de indeterminaciÓn cOn la memOria de pOr mediO... Y tOdO lO cOntrariO, explica arrabal, premiO naciOnal de teatrO 2001 y, cOmO saben, sátrapa del cOlegiO de patáfisica.

¶ Come tutti gli anni, nel periodo finale di luglio e per tutto agosto Palchetti patavini si ferma, per riprendere poi con nuova lena, se Dio vuole, in settembre. Si tratta di una pausa informatica che mi impongo e che ritengo doverosa, se non altro per ricaricare le batterie in vista dei mesi successivi. Colgo pertanto l'occasione per augurare una buona estate a tutti i miei lettori.

¶ I have been been thrilled to see that the number of my North American readers has been soaring over the recent months (most especially in faraway California, where I spent one year as a college student at UCSB some twenty-seven years back: amazing the way time keeps rolling away, isn't it?). In the month of June the number of my American readers was reported by my server as being close to that of my European ones, which came to me as a bit of a surprise. So I would like to take advantage of this, my latest update and the final one in the period spanning the months of July and August, to say hello to all of you over there and to thank you all for your interest in my weblog. My heart really goes out to you !! Feel free to drop me a line or two if you feel like doing so. I always do appreciate mail from abroad. I'm now in for a well-deserved holiday, and Palchetti patavini will resume at the start of next September. I wish you all folks overseas a nice summer. Should any one of you over there live in Isla Vista or in the neighborhood of the UCSB campus, please go to the oceanside one of these days and throw in a stone as a good-luck token for yours truly and, of course, say hello to the mighty Pacific god. I haven't been back since my college days, and that was a lifetime ago! Thank you.

Martedì, 15 Luglio 2003

Un pasito más !! Memorabile tra tutte le serate di gala danzanti è stata indubbiamente quella al Gran Caffè delle Terme di Abano di sabato sera, che ha segnato l'apice indiscutibile della manifestazione Padova Tango 2003 e la meritatissima, a mio parere, conferma di Alberto Muraro ( >> vedi ) come organizzatore principe delle attività tanguere a Padova. In una serata a dir poco torrida ma di immensa suggestione si è ripetuto il grande successo dello scorso anno, sotto il segno, anche questa volta, di Gustavo Naveira, interprete ineguagliabile dello spirito profondo e più autentico (fra tradizione e innovazione) del tango. Travolto dalle ovazioni dei numerosi presenti, il maestro si è esibito, con la sua straordinaria ballerina Giselle Anne, in ben cinque coreografie, dando incredibile spettacolo e saggio di eclettismo stilistico di altissimo livello. Una delle qualità che maggiormentre colpiscono del famoso ballerino argentino è la presenza scenica straordinaria, sempre tuttavia equilibrata e mai istrionesca. La morbidezza felina dei passi e l'incredibile tecnica nell'esecuzione di sacadas, enrosques e ganci costituiscono da sempre un vero e proprio marchio di distinzione nel repertorio vastissimo del grande interprete rioplatense. Vederlo ballare è un'autentica ispirazione e un piacere immenso per tutti gli appassionati del tango.

El embrujo de tu violín è una canzone del 1938, ed è qui proposta nella versione classica del periodo. La cantano, con lo stile magico di quell'epoca gloriosa del tango, il duetto Chola Bosch y Luis Mendoza. Il dolce usignolo, la pioggerella d'oro e il suono lieve dei baci inquadrano, con singolare pertinenza testuale, la cifra poetica semplice ma genuina che caratterizza il motivo musicale. Buon ascolto !

Ascolta il tango.El embrujo de tu violín

Sutil canción de amor
vibró en tu mágico violín
y a su conjuro arrobador
desfalleció el jardín.
Su trino de cristal
contuvo el dulce ruiseñor
y embelezada en el rosal
languideció la flor.
Llovizna de oro, rumor de besos,
materno arrullo, fervoroso rezo.
Como un embrujo, su melodía
abrió senderos a mi fantasía.
Así, en mi juventud
-presa en la cárcel del "spleen"-
vino a prender una inquietud,
el son de tu violín.

Musica e testo: Mario Maurano e Augusto Tagini.

Scrivetemi

© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2003
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Esistono dei fuochi, come diceva san Paolo, che bruciano ma non rischiarano".
Furio Monicelli.

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Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.