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Erano i tempi in cui i professori usavano il lapis rosso turchese
per correggere i compiti: altri tempi. Lo stile era ancora nell'aria,
spirava dietro ogni angolo. Per scrivere si doveva intingere il
pennino nel calamaio, e la mano imparava la grazia dolce della levità.
Usare la penna a sfera sarebbe stato considerato altamente improprio,
un'inconcepibile infrazione alle regole sottintese della cortesia
e del buon gusto. I fogli si macchiavano facilmente, i pennini spesso
si spuntavano, e c'era sempre qualche buontempone che pensava bene
d'intingere pallottole di carta assorbente nei calamai per prosciugarli
a suo piacimento. Mestiere arduo quello dello scrivano, e ancor
di più quello dello scolaro. Eppure erano bei tempi, e come
s'imparava a scrivere allora non s'impara, temo, ormai più.
§ Lo stile altro non è che l'arte sottile
della rinuncia, e pertanto arduo più che mai da apprendere
oggi che a quasi nulla sappiamo rinunciare.
§ "Là dove siete potete almeno
godere la douceur di non sentir parlare di affari [pubblici]."
Maria Antonietta in una lettera a Talleyrand dell'aprile 1787.
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