... ma se invece credi, soffermati e leggi.

 


Ricerca nel sito

Home
Palchetti?

Novità
Fotopalchetti
Conte di piombo
Lapis
Canzone italiana
Tango
Tanguitos

Tangazo
Cambalache
Malena tango
Carta abierta
Licciardi

Cyberhe@d 2010
Barocco minimo
Ascolta il tango
L'arséne

Visitate l'archivio del sito.

 

Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Giugno>> maggio
Giovedì, 22 giugno 2006

L'antico adescatore in una delle sue smorfie più tipiche.La trattazione del mondo moderno in forma di ribellione satanica al Bene Supremo meriterebbe, per quanto scomoda e del tutto antitetica al vuoto assoluto del presuntuoso pensiero contemporaneo, di essere intrapresa con serietà sistematica. In certi trattati di demonologia si delineano pressoché alla perfezione, e meglio indubbiamente che altrove tra tanti discorsi inconcludenti, i contorni elusivi e disanimati della nostra epoca, mortificata dalla possessione esercitata sull'uomo dallo spirito della Negatività. Nel Mefistofele di Arrigo Boito si ripete la vicenda vana dell'uomo, assurdo e stolto ribelle trascinato infine nell'abisso, che già altri scrittori di calibro maggiore, quali, inter alia, Marlowe e Goethe, avevano rappresentato con successo. Nel Prologo all'opera boitiana, di cui propongo le battute iniziali, il demone beffardo e adescatore si prende gioco di Faust e del suo magico e ridicolo giocattolo di perdizione: la Ragione.

Falangi Celesti
Ave Signor
Degli angeli e dei santi,
Ave Signor, Signor degli angeli,
O Signor degli angeli
E dei volanti cherubini d'or, ecc.
Ave, ave Signor.
Dall'eterna armonia dell'Universo
Nel glauco spazio immerso
Emana un verso
Di supremo amor.
E s'erge a Te
Per l'aure azzurre e cave
In un suon soave.
Ave, ave, ave, ave.

[Comparisce Mefistofele]

Mefistofele
[Coi piè fermi sul lembo del suo mantello]
Ave Signor.
Perdona se il mio gergo
Si lascia un po' da tergo
Le supreme teodìe del paradiso;
Perdona se il mio viso
Non porta il raggio
Che inghirlanda i crini
Degli alti cherubini;
Perdona se dicendo
Io corro rischio
Di buscar qualche fischio.
Il Dio della piccina terra
Ognor traligna ed erra,
E, a par di grillo
Saltellante, a caso
Spinge fra gli astri il naso,
Poi con tenace fatuità superba
Fa il suo trillo nell'erba.
Boriosa polve! Tracotato atomo!
Fantasima dell'uomo
E tale il fa
Quell'ebbra illusione
Che'egli chiama: Ragion, Ragion.
Ah! Sì, Maestro divino,
In buio fondo
Crolla il padron del mondo,
E non mi dà più il cuor,
Tant' è fiaccato,
Di tentarlo al mal.

CHORUS MYSTICUS [interno]
T' è noto Fause?

Mefistofele
Il più bizzarro pazzo
Ch'io mi conosca;
In curiosa forma
Ei ti serve da senno.
Inassopita bramosia di saper
Il fa tapino ed anelante;
Egli vorrebbe quasi traasumanar
E nulla scienze
Al cupo suo delirio è confine.
Io mi sobbarco ad aescarlo
Per modo ch'ei si trovi
Nelle mie reti;
Vuoi tu farne sommessa?

Chorus Mysticus
E sia.

Mefistofele
Sia! Vecchio Padre!
A un rude gioco t'avventurasti.
Ei morderà nel dolce
Pomo de'vizi
E sovra il Re del ciel
Avrò vittoria!

Venerdì, 2 giugno 2006

Diego Manuel: el tangoE' mio privilegio presentare oggi brevemente ai miei lettori un tango vals del 1945 il quale ricapitola in sè, nell'accorata tassonomia simbolica dei barrios bonaerensi che Alberto Castillo propone nel suo testo, quell'affetto tipicamente rioplatense nei confronti del proprio quartiere d'origine che sempre si trova nel cuore stesso di questa musica e che ne costituisce uno dei temi di fondo imprescindibili. Cien barrios (Cento quartieri) ricapitola in pochi tocchi magistrali la magia dell'amore argentino per il luogo d'origine e la sua labile mitologia sottintesa. "Mi è gradito dedicare ai barrios un sincero omaggio d'amore", esordisce nei versi iniziali Alberto Castillo, uno tra i più classici tra gli interpreti del tango, oltre che un famoso direttore d'orchestra degli anni quaranta. Ancora una volta ci ammalia l'incanto soave di prima estate del vals con le proprie cadenze fluide e avvolgenti; ancora una volta si rinnova il desiderio inspiegable della pista di ballo nella penombra fioca di una qualche milonga appartata di periferia.

Ascolta il tango. Cien barrios



He querido rendirle a los barrios
un sincero homenaje de amor
y no encuentro motivo más lindo
que brindárselo en una canción.
Cada uno me trae un recuerdo,
cada uno me da una emoción;
he querido rendirle a los barrios
un sincero homenaje de amor.

Barracas, La Boca, Boedo,
Belgrano, Palermo, Saavedra y Liniers,
Urquiza, Pompeya, Patricios,
San Telmo y Flores,
mi barrio de ayer,
Balvanera, Caballito,
El Retiro y Montserrat,
Villa Crespo, Almagro y Lugano,
el Retiro y Paternal.

Cien barrios porteños,
cien barrios de amor,
cien barrios metidos
en mi corazón.

Musica: Rodolfo Sciammarella; testo: Carlos Petit.

Scrivetemi

© Copyright 2001/06 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2006
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce, perché viene la tua luce. Is, 60, 1.

Giugno 2006
Dom
Lun
Mart
Merc
Gio
Ven
Sab
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

 

Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.