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Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Giugno (II parte)>> Giugno : 1
Venerdì, 27 Giugno 2003

La Madonna in preghiera del SassoferratoVi sono immagini che, più di altre, riescono ad evocare la magia di un sentimento, direi quasi la soavità di un'intuizione. La Madonna in preghiera del Sassoferrato, in arte Giovanni Battista Salvi, (vedasi l'ingrandimento) appartiene a tale novero prezioso. Seppure circondata da mille altre splendide opere d'arte nella Galleria Doria Pamphilj di Roma, essa risalta come un fiore delicato in mezzo a tutte, distinguendosi per quel dono inarrivabile dell'innocenza evocativa che il pittore è riuscito a confezionare nel magico spazio succinto di una tela. Osservandola con attenzione ci si rende conto di quali pinnacoli di ispirazione un artista possa raggiungere se sorretto da una tecnica pittorica magistrale e, soprattutto, se illuminato dal sole invisibile d'un concetto profondo e spiritualmente elevato. Sono convinto che per esprimere tali qualità artistiche si debba necessariamente rinunciare a qualcosa, forse a tutto, per poter creare in se stessi lo stato d'animo adatto al miracolo dell'invenzione.

¶ "Infelice l'artista dal cuore diviso! Il beato Angelico avrebbe abbandonato la sua pittura senza esitare per andare a custodire le oche se l'obbedienza gliel'avesse richiesto. E allora un fiume creatore sgorgava dal suo seno in pace. Dio gli lasciava tutto questo, perché vi aveva rinunciato" (Jacques Maritain).

Sabato, 21 Giugno 2003

El pibe Palermo con Norma, su actual pareja y esposa.Historia de un amor, che potete ascoltare dalla voce di Alejandra Santander, è un tango assai recente (2001) e, in un certo qual modo, a mio parere, una curiosità. In esso paiono amalgamarsi elementi eterogenei di matrice chiaramente ispanica e di timbro tutto sommato ibrido e moderno. Lo propongo all'attenzione dei lettori come un motivo che, seppure all'apparenza disancorato dalla vena interpretativa centrale del tango cancion, non si allontana tuttavia del tutto dal percorso tradizionale. "Y si ya no puedo verte, porque Dios me hizo quererte para hacerme sufrir mas.. ", si lamenta la cantante, riproponendo l'eterno e risaputo tema dell'amore e della sofferenza, che nel tango tuttavia, come una fenice che rinasce costantemente dalle proprie ceneri, non cessa di esercitare il suo fascino intramontabile. Il tango pare avere conservato, nonostante certe recenti speculazioni commerciali a suo discapito, un'innocenza profonda che ne contaddistingue la natura, mantenendone miracolosamente integra l'essenza.

Ascolta il tango.Historia de un amor

Ya no estas a mi lado corazón
en el alma solo tengo soledad
y si ya no puedo verte,
porque Dios me hizo quererte
para hacerme sufrir mas..
siempre fuiste la razon de mi existir,
adorarte para mi fue religion
y en tus besos yo encontraba
el calor que me brindaba,
el amor y la pasión.
Es la historia de un amor
como no hay otro igual
que me hizo comprender
todo el bien todo el mal
que le dio luz a mi vida,
apagandola después.
Ay que vida tan oscura corazón,
sin tu amor no vivire.

Musica e testo: Carlos Almaran.

¶ Ricordo ai miei cortesi lettori che, per visualizzare meglio Palchetti, è raccomandata una risoluzione dello schermo di 1024 x 768 pixel. Una risoluzione 800 x 600, purtroppo ancor'oggi usata da molti, non rende al meglio la visione delle pagine.

Mercoledì, 18 Giugno 2003

¶ Tra i luoghi a me prediletti della nostra provincia ve n'è uno che mi ha sempre ispirato L'ingresso monumentale della villa di Valsanzibio. la gioia della pace interiore. Sebbene non sia stato risparmiato dalle conseguenze della smania turistica della nostra epoca, il parco seicentesco della villa Barbarigo di Valsanzibio ha mantenuto intatto nel corso dei secoli il fascino che gli deriva, oltre che dalla bellezza naturale del luogo situato ai piedi dei colli Euganei e dalla venustà dei monumenti, dalla propria natura profondamente simbolica. Il parco della villa può considerarsi, infatti, una complessa allegoria barocca del percorso iniziatico che conduce l'uomo alla perfezione. Ciascuno dei settori interni costituisce una tappa di tale percorso: l'isola dei conigli, la statua del tempo, lo splendido labirinto delle siepi di bosso, la fontana dell'Iride, e via discorrendo. Autentico capolavoro dello spirito sincretistico, che ne anima intimamente l'essenza, esso disegna un tragitto spirituale che di tratto in tratto conduce il viaggiatore verso la meta finale. Il messaggio conclusivo al termine del tragitto sulla scalinata della villa, che lascerò svelare alla curiosità del visitatore, riassume il senso sottile ed esoterico dell'avventura interiore.

La breve presentazione a seguito è tratta dal sito http://www.valsanzibiogiardino.it :

Valsanzibio, uno dei maggiori giardini d'epoca esistenti, fu portato all'attuale splendore, nella seconda metà del Seicento, dal nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo, aiutato dal figlio Antonio. Il primogenito Gregorio, Cardinale e futuro Santo, ispirò l'alta simbologia del progetto dovuto all'architetto e fontaniere Pontificio Luigi Bernini. Settanta statue, in buona parte opera del Merengo ed altrettante sculture minori si integrano ad architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d'acqua e peschiere, fra innumerevoli alberi ed arbusti, su ben quindici ettari di superficie. Tale insieme venne concepito ed attuato per simboleggiare il cammino dell'uomo verso la propria perfettibilità e Salvazione. L'itinerario inizia dal monumentale ingresso che serviva anche di approdo alle barche giunte attraverso la valle da pesca di Santo Eusebio, da cui il nome "ValSanZibio". Un tempo estesa a tutta la pianura la "Valle" oggi si limita al laghetto preservato per rispecchiare l'elegante costruzione. Questa è significativamente arricchita da fontane, bassorilievi e statue su cui domina Diana-Luna, la dea preposta alla natura ed agli animali selvaggi come pure a mutamenti e prodigi. Da qui, entrando in Giardino attraverso l'arco di Sileno, si costeggia la peschiera detta Bagno di Diana, la Fontana dell'Iride e la Peschiera dei Venti nonché il Labirinto, episodio legato all'esempio di San Gregorio Barbarigo. Giunti poi alla Fontana della Pila, girando a destra si imbocca il Gran Viale fiancheggiato dall'Isola dei Conigli. Tale garenna, unica superstite nei pochi giardini d'epoca ancora esistenti, è qui simbolo della immanenza, cioè della condizione comune agli esseri viventi stretti fra i confini dello spazio e del tempo. Al di là del viale e giustapposta all'Isola una monumentale Statua raffigura il Tempo che ha interrotto il suo volo attraverso lo spazio che simboleggia la trascendente condizione in cui lo spirito umano spazia oltre gli abituali limiti dello spazio e del tempo.

Procedendo tra Immanenza e Trascendenza e tra le statue e fontane che inquadrano anche simbolicamente Isola e Tempo, si giunge alla scalea delle Lonze di Dantesca memoria, caratterizzata dal sonetto nel quale i significati del Giardino vengono spiegati a livelli diversi.Si raggiunge così piazzale della Villa dove le otto allegorie delle prerogative del Giardino stesso e del suo Signore fanno corona alla Fontana della Rivelazione, meta finale del simbolico percorso.L'eccezionale integrità architettonica, scultorea, idraulica e persino vegetale del complesso è dovuta alle solerti cure elargitegli da sei generazioni di Barbarigo. Nel 1804 la Casata si estinse e ne fu designato erede il Nobil Homo Marco Antonio Michiel. Seguirono dal 1835 gli altrettanto appassionati Conti Martinengo da Barco e poi i Conti Donà delle Rose e dal 1929 i Nobili Pizzoni Ardemani. Proprietari da tre generazioni dell'intera tenuta, Essi hanno riparato i disastri causati dalla occupazione militare e dal forzato abbandono dell'ultima guerra ed hanno recentemente ripristinato tutte i trentatre punti d'acqua del Giardino compromessi dal progressivo impoverimento sorgivo. Grazie a ciò Valsanzibio è oggi l'esempio raro di giardino simbolico leggibile, di gran giardino d'acque in completa efficienza e di seicentesco giardino all'Italiana assolutamente integro.

¶ Che dire del calore allucinante di queste giornate di metà giugno, con le temperature nettamente al di sopra delle medie stagionali? L'Africa è sempre più vicina, a quanto si dice: un segno triste dei tempi? L'uomo, scherzando col fuoco, finirà per bruciarsi? Non ci rendiamo conto di quanto fragile sia l'equilibrio ecologico del pianeta e di come l'umanità continui a modificarlo nel nome esclusivo della propria inqualificabile avidità. Ci domina una frenesia collettiva cui è arduo davvero sottrarsi, e nessuno si accontenta più dei doni semplici della natura, che il parassita umano non si fa scrupolo alcuno di deturpare. Le notizie degli incendi violenti e il caldo atroce dell'estate australiana erano stati, lo scorso inverno, un segno premonitore di certi sconvolgimenti che stanno rovesciando l'equilibrio del mondo.

Scrivetemi

© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2003
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Primero hay que saber sufrir, después amar, despuès partir, al fin andar sin pensamiento".
Homero Expósito, Naranjo en flor.

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Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.