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¶ Esiste un luogo in cui si vorrebbe poter tornare, un luogo da cui non si vorrebbe mai partire? Un luogo dove sarebbe possibile risorgere ed essere due in uno? E incontrare ancora chi non è più tra noi? Poterli accarezzare e baciare ancora? Naturalmente esiste. E' nascosto dietro le pieghe del tempo, e talvolta è lì che ci attende appena oltre l'angolo. "Sempre si torna a Buenos Aires", recita il titolo del tango che oggi propongo, e il cui ascolto evoca in me malinconie e felicità profonde, poiché so che ballandolo potrei ripercorrere ad uno ad uno i passi di quegli anni eterni che ancora paiono sbirciare da quella fessura arcana che si spalanca sul fare del crepuscolo tra l'oscurità e la luce, tra il corpo inerte, la cui gravità ci pesa, e quello di luce, che si cela profondamente in noi. Grazie Astor Piazolla e grazie Eládia Blazquez per avermi donato ancora il dono di piangere ascoltando le note e le parole di questo tango. Grazie per avermi insegnato la via complicata ma eterna del ritorno. Non è vero che non si può mai tornare. Ora so che non è così. Sono tornato ed essi coi loro volti di luna mi guardano.
La canzone è del 1989 e la cantante è Julia Zenko. Cliccate sull'immagine del fonografo e ascoltatela.
Siempre se vuelve a Buenos Aires
Esta ciudad está embrujada, sin saber...
por el hechizo cautivante de volver.
No sé si para bien, no sé si para mal,
volver tiene la magia de un ritual.
Yo soy de aquí, de otro lugar no puedo ser...
¡Me reconozco en la costumbre de volver!
A reencontrarme en mí, a valorar después,
las cosas que perdí... ¡La vida que se fue!
Llegué y casi estoy, a punto de partir...
Sintiendo que me voy, y no me quiero ir.
Doblé la esquina de mi misma, para comprender,
¡que nadie escapa al fatalismo de su propio ser!
Y estoy pisando las baldosas,
¡floreciéndome las rosas por volver...!
Esta ciudad no se si existe, si es así...
¡O algún poeta la ha inventado para mí!
Es como una mujer, profética y fatal
¡pidiendo el sacrificio hasta el final!
Pero también tiene otra voz, tiene otra piel;
y el gesto abierto de la mesa de café...
El sentimiento en flor, la mano fraternal
y el rostro del amor en cada umbral.
Ya sé que no es casual, haber nacido aquí
y ser un poco asi... triste y sentimental.
Ya sé que no es casual, que un fueye por los dos,
nos cante el funeral para decir... ¡Adiós!
Decirte adiós a vos... ya ves, no puede ser.
Si siempre y siempre sos, ¡una razón para volver!
Siempre se vuelve a Buenos Aires, a buscar
esa manera melancólica de amar...
Lo sabe sólo aquel que tuvo que vivir
enfermo de nostalgia... ¡Casi a punto de morir!...
Musica:
Astor Pazzolla; testo:
Eládia Blazquez. |
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Mercoledì, 7 gennaio 2009 |
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¶ E' stato umile e affascinante iniziare il nuovo anno nell'atmosfera magica del nido segreto, protetto dai vasti prati di neve e dalla corona ascendente dei boschi. Quale magico vuoto in quei sentieri nevosi e gelido-assolati, nel silenzio avvolgente degli elfi, da cui scaturisce il seme fedele dell'ispirazione! Quale pienezza in quel nulla; quasi che i sussurri di un'inattesa poesia zen ci lusingassero l'udito, quasi che tutto si trasformasse improvvisamente nella cadenza impercettibile di un haiku! Facendo poco si compiva il tutto, a piccoli passi di contemplazione, lungo le salite e sui dossi che conducono al mistero del drago dormiente nei boschi immobili d'eternità, laddove è ancora possibile trovare luoghi indisturbati dal piede sovente profano dell'uomo e dalle sue inani parole. Lontani dalle città e dalla superficialità. Lontani dalle sciovie infestate da cittadini noiosi e infelici. A contatto diretto con gli animali sacri del bosco, con la sottile indecifrabile scrittura delle loro orme nella neve. E quando all'improvviso sale il vento mi tornano alla mente le pennellate poetiche di Bashō, poche parole per esprimere il tutto:
umi kurete kamo no koe honoka ni shiroshi
inverno desolato -
nel mondo di un solo colore
il suono del vento
Matsuo Bashō 1 (1644-1694) |
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Scrivetemi |
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©
Copyright 2001/08 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2009
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110,
10. |
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| Motto
del mese: "I contadini incanalano l'acqua, gli arcieri piegano l'asta della freccia, i carpentieri curvano il legno; così i saggi dominano se stessi". Buddha. |
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