¶ Non vi è modo di spiegare, in termini razionali per lo meno, la natura intima dell'ispirazione artistica né tantomeno la fonte misteriosa da cui essa scaturisce. Si tratta di una forma profonda di percezione della realtà circostante, un sentiero elusivo che conduce al cuore nascosto delle cose. Lo sforzo vano che i comuni razionalisti accademici compiono al fine di comprenderne, attraverso l'installazione mentale che ci è stata segretamente imposta, le origini tradisce in modo inoppugnabile l'impotenza spirituale della cultura occidentale moderna.
Una cara amica e ottima pittrice emergente, in arte Laura Beumer, ci fornisce un esempio lampante di come si possa, con alcuni tratti semplici e magistrali, dischiudere i battenti arrugginiti della nostra debole capacità percettiva e attingere nuovamente alle fonti smarrite della visione essenziale. Nel quadro che presento a fianco (cliccare sulla miniatura per vederne l'ingrandimento) Laura ci rivela il paesaggio asiaghese invernale nella sua essenza più poetica. L'alone favolistico, che avvolge il sentiero innevato e la contrada sullo sfondo inazzurrato dai monti e dal cielo all'orizzonte, instilla nello scenario antico dell'anima un'arcana magia degna delle migliori pagine di Giuliano Scabia, quello schivo visionario dello spirito che ancora custodisce in sè, forse a sua stessa insaputa, i segreti insidiosi dell'immortalità. Considero Laura Beumer, nella mia vita, uno spirito protettore che condivide, nella grazia del proprio animo, la levità immateriale delle ali d'angelo.
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