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Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Febbraio>> gennaio
Giovedì, 1 febbraio 2007

Non si può ritornare. Non si ritorna mai. Si pensa di poterlo fare, ma poi ci si accorge di quanto ciò sia illusorio. O forse si può ritornare per quei pochi e brucianti barlumi di un istante in cui magicamente pare ricomporsi il passato. Poi la memoria si offusca, si riprecipita nella nebbia sbiadita del tempo ormai morto. E allora quel balcone che compare nel verso iniziale del tango Malvón (un classico del 1943, qui nell'interpretazione di Enrique Campos accompagnato dall'orchestra di Ricardo Tanturi) acquista un senso simbolico inevitabile e suadente. Il vicolo di San Telmo è più un acquarello che realtà, si riveste di sfumate e mitiche tinte pastello, ci accarezza l'anima con il sortilegio struggente e un po' crudele dell'evocazione. Ancora una volta il tango ci graffia l'anima con le unghie sempre implacabili della perdita e della nostalgia. In fondo, potremmo quasi dire che il tango, come genere musicale, consuma in sé, nei suoi pochi istanti, l'estasi eternamente dilazionata del ritorno.

Ascolta il tango.Malvón



Malvón, balcón y sol,
en su acuarela
la callejuela
de San Telmo pinta...
El marco anima
con la niña bella
y el suave clima
de la evocación.
La flor ya rara es.
La reja no es de hoy.
Los muros dejan ver
el cielo, el sol....
¡Malvón! Mi corazón
ya me abandona;
y es tu aroma
que se asoma
quien retoma
la ilusión.

Barrio mío, calles mías,
vengo de otras con hastío.
Rosas de melancolía
me añoraban alegrías
de malvón...
Altas casas me apresaban,
y por éstas suspiraba:
sombras de zaguán,
patios con parral
y ancha bendición de sol.

Calles mías, barrio mío...
¡tu hijo pródigo soy yo!

Musica: Oscar Arona; testo: Francisco García Jiménez.

Scrivetemi

© Copyright 2001/07 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2007
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.
Motto del mese: "Tante sono le foreste del mondo, ma nessuna e' cosi' estesa, ricciuta, antica e percorsa da gente fatata come la Pavante Foresta" Giuliano Scabia.

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Uroburo: il cerchio dell'eterno ritorno.