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| Motto del
mese: "De las cosas mas segura, la mas segura es dudar"
(di tutte le cose più sicure la più sicura
è il dubitare). Proverbio spagnolo. |
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Dicembre
(III parte) >>
Dicembre: 1 /2 |
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Domenica,
30 Dicembre 2001 |
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Il
fascino che la figura dell'angelo esercita da tempo
immemorabile nel nostro mondo è collegato senza dubbio
al ruolo che esso riveste nel dramma gnoseologico della cultura
occidentale. Ermeneuta del 'mundus imaginalis', l'angelo conduce
l'uomo fuori dalla lettera verso l'invisibile, che è
tuttavia tutto ed il substrato stesso della realtà
fisica quale noi percepiamo quotidianamente. Scrive Eckhart
: "Dio crea questo intero mondo assolutamente in questa
ora. Tutto ciò che Dio ha creato seimila o più
anni or sono, quando fece il mondo, Dio lo crea ora tutto
quanto". E il mistico sufi Rumi scrive nel Mathnavi :
"Ad ogni istante il mondo si rinnova e noi siamo ignari
del suo rinnovarsi, perché esso ci sembra stabile ed
eterno". Parole misteriose, che alludono al mistero supremo
della Rappresentazione e della percezione del reale. Il tempo
non scorre innanzi a noi come una linea retta, ma si diparte
dietro come la coda d'una cometa, realtà di seconda
mano rispetto al hic et nunc della creazione eterna e incessante.
E Boehme considera, per l'appunto, gli angeli come inscindibili
aspetti dell'unico atto incessantemente creatore di Dio".
Nunc scio vere, quia misit Dominus angelus suum", sottolinea
nuovamente Eckhart. "Todo sucede por primera vez",
afferma Jorge. L. Borges.
Chi
si ricorda più di quel celebre eroe dei fumetti che
fu un tempo Mandrake il mago? Non c'era nulla che Mandrake
non riuscisse ad ottenere con un semplice gesto della mano.
Accompagnato dalla fidanzata, l'affascinante principessa Narda
e dal fedele Lothar, Mandrake si serviva del potere dell'ipnotismo
per sconfiggere i suoi temibili avversari, primo tra tutti
il Cobra. Erano altri tempi. Impressionato da celebri illusionisti
del tempo quali Houdini e Cardini, Lee Falk, il disegnatore
che lo creò negli anni '30, pensò bene di vestirlo
da vero e proprio prestigiatore da teatro in marsina e cilindro,
con i baffetti alla Menjou e il mento allungato. Ben presto
le strips di Mandrake passarono dalle pagine del New York
American Journal a quelle dei principali giornali americani.
In Italia venne dapprima pubblicato dall'editore Nerbini sul
settimanale l'Avventuroso. Lee Falk è morto due anni
fa, all'età di 88 anni, ma le sue creazioni sopravvivono
intatte in tutta la loro gloria fumettistica. Ricordo ancora
quando, da fanciullo, attendevo con ansia che mio padre mi
acquistasse il numero settimanale delle avventure di Mandrake:
che emozione sfogliarne il lunedì, con le dita quasi
tremanti, una nuova copia dalla fiammante copertina multicolore
!! Mandrake era il mio eroe preferito e sapeva accendermi
la fantasia come poche altre cose.
- Sto completando, e prossimamente spero di
mettere in linea, una nuova sezione del sito dedicata al tango
e ad alcuni aspetti della cultura in cui esso affonda le radici.
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Tra
gli scrittori patavini più dotati ed ammirati del '600
vi fu indubbiamente Carlo Dottori (1618-1686), uno
dei massimi lirici del secolo, poeta la cui fama andò
in seguito affievolendosi per effetto della generale avversione
per il gusto barocco. L'abate Giuseppe Gennari, pubblicando
nel 1796 una Memoria intorno alla vite e le opere del conte
Carlo Dottori, propose che fosse innalzata in onore del
poeta una statua , "ora che in Prato della Valle si rinnova
la memoria di tanti uomini illustri". Nell'incisione
del Giorgi premessa alle Ode del 1647 (vedi l'ingrandimento
dell'immagine a lato) lo stemma sull'albero è quello
di Leopoldo de' Medici, dedicatario dell'edizione. Il Dottori
fu un abile verseggiatore, sia che trattasse di argomenti
amorosi, come nel poemetto La Galatea, o di argomenti
satirico-burleschi, come nel Parnaso e nell'Asino,
sia che affrontasse il genere tragico, soprattutto nell'Aristodemo,
o quello solenne e a sfondo morale, come nelle migliori sue
Ode. Pare che il cursus studiorum del Dottori non sia
stato regolare, e che in certe occasioni il poeta abbia mostrato
intolleranza verso i maestri del Bo, deridendone l'insopportabile
boria.
- Approfitto di questa
occasione per porgere ai miei lettori gli auguri di Buon
Natale, sperando che l'anno a venire sia positivo, e che
questo periodo possa offrire a tutti l'opportunità
di meditare nel modo migliore circa il significato profondo,
ma spesso ignorato, delle festività.
- La fama può essere
una gioia, ma anche un peso terribile e vano, come afferma
in questi versi il poeta.
| El poeta declara
su nombradìa
El cìrculo del cielo mide
mi gloria,
las bibliotecas del Oriente se disputan mis versos,
los emires me buscan para llenarme de oro la boca,
los àngeles ya saben de memoria mi ultimo zéjel.
Mis instrumentos de trabajo son la humiliacion y la angustia;
ojalà yo hubiera nacido muerto.
Del divan de Abulcàsim
El Hadramì (siglo XII) |
E'
uscita, nella collana economica 'gli Adelphi', un'ottima edizione
della raccolta Tommaso Landolfi: le più belle
pagine, allestita per la prima volta nel 1982 da Italo
Calvino, che setacciò minuziosamente l'opera pubblicata
dallo scrittore di Pico nell'arco di oltre quarant'anni. Si
tratta di cinquantatre testi organizzati in sette sezioni.
Come sottolinea la presentazione sul retro della copertina
"essi consentono di cogliere in tutte le sue rifrazioni
un'opera sconcertante. E soprattutto di cogliere il vero Landolfi,
quello che 'sperpera le sue puntate d'un colpo o le ritira
bruscamente dal tavolo col gesto allucinato del giocatore'.
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Mai
come in questa nostra epoca l'ideale classico, che
assieme a quello cristiano ha dato forma millenaria alla matrice
della cultura occidentale, è stato svilito. Un esempio
tipico di tale, a mio parere, irreversibile processo si può
trovare, con somma evidenza, nella scuola italiana, in cui
ogni cosa viene valutata nella misura in cui essa trovi un
riscontro applicativo pratico nel cosiddetto 'mondo del lavoro'.
A quasi nessuno pare più interessare l'ideale di una
cultura di base che possa contribuire ad affrancare l'uomo
dal pragmatismo esasperato oggi predominante. Un pò
alla volta il Liceo si avvia ad essere una brutta copia delle
scuole tecniche diffuse un pò dovunque, e lo sradicamento
culturale prende piede a tutti i livelli in una società
sempre più afflitta dalla sindrome della tecnofilia.
E' un segno dei tempi: la politica non vi ha nulla assolutamente
a che fare, dato che le opposte coalizioni di governo sono
andate a gara in questi anni nell'appiattire in modo brutale
ogni forma di cultura che facesse opposizione a questa infausta
tendenza. La mancanza di un'alternativa politicamente accettabile
nel nostro paese ha contribuito a fare affondare sempre di
più la scuola italiana nella palude mortale della grettezza
contemporanea. E' una battaglia, temo, perduta: ciò
che oggi conta, dietro l'ipocrisia dei vuoti valori civici,
è il denaro, niente di più che il volgare, follemente
agognato denaro. Chi si cura ormai più dei valori antichi
della tradizione e dello studio attento delle proprie radici?
Le forze giovanili non vengono, con rare eccezioni, incanalate
positivamente, ma sono abbandonate in balia del mercato (qualsiasi
tipo di mercato), visto che l'aspirazione ultima è
quella del consumismo finalizzato al benessere materiale.
- I gravissimi incidenti accaduti in questi
giorni in Argentina inducono al timore che le vicende
del travagliato passato di questo paese possano in qualche
modo ripetersi. La profonda crisi economica ha gradualmente
gettato la nazione sudamericana nel caos e nella recessione.
Speriamo che si possa trovare una via d'uscita a tale situazione.
Propongo, a questo proposito, un breve articolo tratto da
El Clarin, il popolare quotidiano di Buenos Aires.
| Incidentes
en Plaza de Mayo
La
Policía alejó de la Casa de Gobierno a los
manifestantes y los llevó a la altura de la pirámide.
En ese momento se produjeron forcejeos y al menos siete
personas fueron detenidas.
Esta mañana se vivieron los primeros
incidentes en la protesta que se realiza en Plaza de Mayo,
cuando la Policía corrió a los manifestantes
hasta la mitad de la plaza, a la altura de la Pirámide,
para alejarlos de la Casa de Gobierno. En ese momento
se produjeron forcejeos y al menos siete personas resultaron
detenidas.
Cientos de manifestantes permanecían
esta mañana en las calles para mostrar su descontento
con la política económica impulsada por
Fernando De la Rúa y expresar su rebeldía
contra el estado de sitio declarado anoche.
Cerca de las 7, los tres principales focos
de protesta eran la Quinta presidencial de Olivos, el
Congreso nacional y la Casa Rosada, y también había
gente frente a la vivienda del ex ministro Cavallo, en
el barrio de Palermo Chico. Pero más avanzada la
mañana la protesta se concentró fundamentalmente
en la Plaza de Mayo.
Luego de varias horas de continuada y
sostenida protesta, de la que tomaron parte varios cientos
de personas, solamente un reducido grupo de manifestantes
proseguía apostado frente a la Casa de Gobierno.
En torno a la Casa Rosada, medio centenar
de policías custodiaba el frente del edificio y
el único acceso habilitado para ingresar al mismo.
Los manifestantes, en su mayoría jóvenes,
no cesaron en toda la noche de hacerse escuchar mediante
cacerolazos y usando los tachos de basura a modo de improvisados
bombos.
Una gran bandera celeste y blanca
fue desplegada sobre la calle Balcarce, que permanecía
cortada esta mañana a la altura de Hipólito
Irigoyen para los vehículos que querían
empalmar hacia avenida de Mayo o Rivadavia.
El Clarin, Jueves
20 de diciembre de 2001 |
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Scrivetemi |
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© Copyright 2001 Giovanni
Querini.
Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2001 "Initium sapientiae
timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10. |
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