... ma se invece credi, soffermati e leggi.

 


Ricerca nel sito

Home
Palchetti?

Novità
Fotopalchetti
Conte di piombo
Lapis
Canzone italiana
Tango
Tanguitos

Tangazo
Cambalache
Malena tango
Carta abierta
Licciardi

Cyberhe@d 2010
Barocco minimo
Ascolta il tango
L'arséne

Visitate l'archivio del sito.

 

Video di tango

Web design: Giovanni Querini

Motto del mese: "De las cosas mas segura, la mas segura es dudar" (di tutte le cose più sicure la più sicura è il dubitare). Proverbio spagnolo.
Dicembre 2001
Dom
Lun
Mart
Merc
Gio
Ven
Sab
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28

29

31

Dicembre (III parte)>> Dicembre: 1 /2
Domenica, 30 Dicembre 2001
  • Angelo con bilancia del Guariento.Il fascino che la figura dell'angelo esercita da tempo immemorabile nel nostro mondo è collegato senza dubbio al ruolo che esso riveste nel dramma gnoseologico della cultura occidentale. Ermeneuta del 'mundus imaginalis', l'angelo conduce l'uomo fuori dalla lettera verso l'invisibile, che è tuttavia tutto ed il substrato stesso della realtà fisica quale noi percepiamo quotidianamente. Scrive Eckhart : "Dio crea questo intero mondo assolutamente in questa ora. Tutto ciò che Dio ha creato seimila o più anni or sono, quando fece il mondo, Dio lo crea ora tutto quanto". E il mistico sufi Rumi scrive nel Mathnavi : "Ad ogni istante il mondo si rinnova e noi siamo ignari del suo rinnovarsi, perché esso ci sembra stabile ed eterno". Parole misteriose, che alludono al mistero supremo della Rappresentazione e della percezione del reale. Il tempo non scorre innanzi a noi come una linea retta, ma si diparte dietro come la coda d'una cometa, realtà di seconda mano rispetto al hic et nunc della creazione eterna e incessante. E Boehme considera, per l'appunto, gli angeli come inscindibili aspetti dell'unico atto incessantemente creatore di Dio". Nunc scio vere, quia misit Dominus angelus suum", sottolinea nuovamente Eckhart. "Todo sucede por primera vez", afferma Jorge. L. Borges.


  • Mandrake: lo stile d'un grande disegnatore.Chi si ricorda più di quel celebre eroe dei fumetti che fu un tempo Mandrake il mago? Non c'era nulla che Mandrake non riuscisse ad ottenere con un semplice gesto della mano. Accompagnato dalla fidanzata, l'affascinante principessa Narda e dal fedele Lothar, Mandrake si serviva del potere dell'ipnotismo per sconfiggere i suoi temibili avversari, primo tra tutti il Cobra. Erano altri tempi. Impressionato da celebri illusionisti del tempo quali Houdini e Cardini, Lee Falk, il disegnatore che lo creò negli anni '30, pensò bene di vestirlo da vero e proprio prestigiatore da teatro in marsina e cilindro, con i baffetti alla Menjou e il mento allungato. Ben presto le strips di Mandrake passarono dalle pagine del New York American Journal a quelle dei principali giornali americani. In Italia venne dapprima pubblicato dall'editore Nerbini sul settimanale l'Avventuroso. Lee Falk è morto due anni fa, all'età di 88 anni, ma le sue creazioni sopravvivono intatte in tutta la loro gloria fumettistica. Ricordo ancora quando, da fanciullo, attendevo con ansia che mio padre mi acquistasse il numero settimanale delle avventure di Mandrake: che emozione sfogliarne il lunedì, con le dita quasi tremanti, una nuova copia dalla fiammante copertina multicolore !! Mandrake era il mio eroe preferito e sapeva accendermi la fantasia come poche altre cose.
  • Sto completando, e prossimamente spero di mettere in linea, una nuova sezione del sito dedicata al tango e ad alcuni aspetti della cultura in cui esso affonda le radici.
Lunedì, 24 Dicembre 2001
  • Incisione del Giorgi premessa allle Ode del 1647. Tra gli scrittori patavini più dotati ed ammirati del '600 vi fu indubbiamente Carlo Dottori (1618-1686), uno dei massimi lirici del secolo, poeta la cui fama andò in seguito affievolendosi per effetto della generale avversione per il gusto barocco. L'abate Giuseppe Gennari, pubblicando nel 1796 una Memoria intorno alla vite e le opere del conte Carlo Dottori, propose che fosse innalzata in onore del poeta una statua , "ora che in Prato della Valle si rinnova la memoria di tanti uomini illustri". Nell'incisione del Giorgi premessa alle Ode del 1647 (vedi l'ingrandimento dell'immagine a lato) lo stemma sull'albero è quello di Leopoldo de' Medici, dedicatario dell'edizione. Il Dottori fu un abile verseggiatore, sia che trattasse di argomenti amorosi, come nel poemetto La Galatea, o di argomenti satirico-burleschi, come nel Parnaso e nell'Asino, sia che affrontasse il genere tragico, soprattutto nell'Aristodemo, o quello solenne e a sfondo morale, come nelle migliori sue Ode. Pare che il cursus studiorum del Dottori non sia stato regolare, e che in certe occasioni il poeta abbia mostrato intolleranza verso i maestri del Bo, deridendone l'insopportabile boria.
  • Approfitto di questa occasione per porgere ai miei lettori gli auguri di Buon Natale, sperando che l'anno a venire sia positivo, e che questo periodo possa offrire a tutti l'opportunità di meditare nel modo migliore circa il significato profondo, ma spesso ignorato, delle festività.
  • La fama può essere una gioia, ma anche un peso terribile e vano, come afferma in questi versi il poeta.

El poeta declara su nombradìa

El cìrculo del cielo mide mi gloria,
las bibliotecas del Oriente se disputan mis versos,
los emires me buscan para llenarme de oro la boca,
los àngeles ya saben de memoria mi ultimo zéjel.
Mis instrumentos de trabajo son la humiliacion y la angustia;
ojalà yo hubiera nacido muerto.

Del divan de Abulcàsim El Hadramì (siglo XII)


  • Tommaso LandolfiE' uscita, nella collana economica 'gli Adelphi', un'ottima edizione della raccolta Tommaso Landolfi: le più belle pagine, allestita per la prima volta nel 1982 da Italo Calvino, che setacciò minuziosamente l'opera pubblicata dallo scrittore di Pico nell'arco di oltre quarant'anni. Si tratta di cinquantatre testi organizzati in sette sezioni. Come sottolinea la presentazione sul retro della copertina "essi consentono di cogliere in tutte le sue rifrazioni un'opera sconcertante. E soprattutto di cogliere il vero Landolfi, quello che 'sperpera le sue puntate d'un colpo o le ritira bruscamente dal tavolo col gesto allucinato del giocatore'.
Sabato, 22 Dicembre 2001
  • Busto di Caracalla - Museo archeologico di Venezia (III sec. d.c.)Mai come in questa nostra epoca l'ideale classico, che assieme a quello cristiano ha dato forma millenaria alla matrice della cultura occidentale, è stato svilito. Un esempio tipico di tale, a mio parere, irreversibile processo si può trovare, con somma evidenza, nella scuola italiana, in cui ogni cosa viene valutata nella misura in cui essa trovi un riscontro applicativo pratico nel cosiddetto 'mondo del lavoro'. A quasi nessuno pare più interessare l'ideale di una cultura di base che possa contribuire ad affrancare l'uomo dal pragmatismo esasperato oggi predominante. Un pò alla volta il Liceo si avvia ad essere una brutta copia delle scuole tecniche diffuse un pò dovunque, e lo sradicamento culturale prende piede a tutti i livelli in una società sempre più afflitta dalla sindrome della tecnofilia. E' un segno dei tempi: la politica non vi ha nulla assolutamente a che fare, dato che le opposte coalizioni di governo sono andate a gara in questi anni nell'appiattire in modo brutale ogni forma di cultura che facesse opposizione a questa infausta tendenza. La mancanza di un'alternativa politicamente accettabile nel nostro paese ha contribuito a fare affondare sempre di più la scuola italiana nella palude mortale della grettezza contemporanea. E' una battaglia, temo, perduta: ciò che oggi conta, dietro l'ipocrisia dei vuoti valori civici, è il denaro, niente di più che il volgare, follemente agognato denaro. Chi si cura ormai più dei valori antichi della tradizione e dello studio attento delle proprie radici? Le forze giovanili non vengono, con rare eccezioni, incanalate positivamente, ma sono abbandonate in balia del mercato (qualsiasi tipo di mercato), visto che l'aspirazione ultima è quella del consumismo finalizzato al benessere materiale.
  • I gravissimi incidenti accaduti in questi giorni in Argentina inducono al timore che le vicende del travagliato passato di questo paese possano in qualche modo ripetersi. La profonda crisi economica ha gradualmente gettato la nazione sudamericana nel caos e nella recessione. Speriamo che si possa trovare una via d'uscita a tale situazione. Propongo, a questo proposito, un breve articolo tratto da El Clarin, il popolare quotidiano di Buenos Aires.

Incidentes en Plaza de Mayo

La Policía alejó de la Casa de Gobierno a los manifestantes y los llevó a la altura de la pirámide. En ese momento se produjeron forcejeos y al menos siete personas fueron detenidas.

Esta mañana se vivieron los primeros incidentes en la protesta que se realiza en Plaza de Mayo, cuando la Policía corrió a los manifestantes hasta la mitad de la plaza, a la altura de la Pirámide, para alejarlos de la Casa de Gobierno. En ese momento se produjeron forcejeos y al menos siete personas resultaron detenidas.

Cientos de manifestantes permanecían esta mañana en las calles para mostrar su descontento con la política económica impulsada por Fernando De la Rúa y expresar su rebeldía contra el estado de sitio declarado anoche.

Cerca de las 7, los tres principales focos de protesta eran la Quinta presidencial de Olivos, el Congreso nacional y la Casa Rosada, y también había gente frente a la vivienda del ex ministro Cavallo, en el barrio de Palermo Chico. Pero más avanzada la mañana la protesta se concentró fundamentalmente en la Plaza de Mayo.

Luego de varias horas de continuada y sostenida protesta, de la que tomaron parte varios cientos de personas, solamente un reducido grupo de manifestantes proseguía apostado frente a la Casa de Gobierno.

En torno a la Casa Rosada, medio centenar de policías custodiaba el frente del edificio y el único acceso habilitado para ingresar al mismo. Los manifestantes, en su mayoría jóvenes, no cesaron en toda la noche de hacerse escuchar mediante cacerolazos y usando los tachos de basura a modo de improvisados bombos.

Una gran bandera celeste y blanca fue desplegada sobre la calle Balcarce, que permanecía cortada esta mañana a la altura de Hipólito Irigoyen para los vehículos que querían empalmar hacia avenida de Mayo o Rivadavia.

El Clarin, Jueves 20 de diciembre de 2001

Scrivetemi

© Copyright 2001 Giovanni Querini.
Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2001
"Initium sapientiae timor Domini", Bibbia, Salmo 110, 10.